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Necropoli di Comeana

Placchetta d’avorio decorata a incisione

Dal tumulo di Montefortini – tomba a camera a pianta rettangolare

La decorazione finemente incisa è ripartita in tre fregi sovrapposti, riquadrati da listelli: al centro bassa fascia rettangolare con fregio vegetale; sotto, Pegaso gradiente a destra, fra elementi vegetali ramificati; sopra, figura femminile alata, in corsa inginocchiata verso sinistra, che indossa un abito decorato a losanghe. E’ stata prospettata l’ipotesi che la figura femminile sia da identificare con la Gorgone Medusa, secondo una iconografia indipendente dai modelli ellenici canonizzati.
Prodotta da un atelier nord – etrusco- ultimo quarto VII-inizi VI secolo a.C.


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Olla cineraria – tomba a camera a pianta rettangolare

Dal tumulo di Montefortini – tomba a camera a pianta rettangolare

Olla ovoide di impasto, con colletto verticale e doppio coperchio: quello esterno di forma troncoconica bassa e larga; quello interno di forma discoidale. Decorazione a listelli plastici applicati su incisione preparatoria: cordoni orizzontali distanziati, sull’olla; grandi zig-zag sul coperchio troncoconico.
Il vaso appartiene ad una classe diffusa principalmente nel territorio volterrano.
La tomba e gli elementi del corredo rinvenuti, pertinenti probabilmente a più deposizioni, si collocano tra l’ultimo ventennio del VII e gli inizi del VI secolo a.C.

Il corredo della tomba, per la ricchezza e l’alta qualità degli oggetti, è espressione di un ambiente in grado di accogliere e apprezzare oggetti di lusso di importazione – è il caso della cosiddetta “fiasca di Capodanno” di produzione egizia o di altri prodotti “esotici” (come l’ avorio) – ma che al tempo stesso è capace di rielaborare queste e altre esperienze derivate da altre aree, come questo tipo di olla, in una propria cultura figurativa.


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Leone alato, semi-accucciato, di avorio scolpito a tutto tondo

Dal tumulo di Montefortini – Tomba a tholos

Muso con fauci aperte, digrignanti, caratterizzato da un forte impianto volumetrico; corpo robusto, compatto, con dorso molto inarcato e quarto posteriore sollevato, forse in atto di attaccare; ali erette, falcate, dal piumaggio meticolosamente stilizzato e con i bordi superiore ed interno evidenziati da cordonature.
Prodotta da un atelier nord- etrusco attivo nella seconda metà del VII secolo a.C.


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Parte superiore di figura femminile, di avorio scolpito a tutto tondo

Dal tumulo di Montefortini – Tomba a tholos

Elemento caratterizzante di questa figura – di cui si è perduto quasi completamente il volto – è la capigliatura con frangia sulla fronte, due trecce ai lati del viso e la massa dei capelli a larghe ciocche verticali rese da profonde scanalature sul cranio, che si compongono in una grossa e lunga treccia indicata da tratti obliqui distanziati, incisi. Del corpo, che indossa un chitone e forse un mantello scapolare, si conserva parte del busto con il braccio sinistro aderente; il retro è piatto, come di norma nelle cariatidi dei calici tetrapodi.
Prodotta da un atelier nord-etrusco attivo nella seconda metà del VII secolo a.C.


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Placchetta di rivestimento, di avorio scolpito a bassorilievo

Dal tumulo di Montefortini – Tomba a tholos

Armato incedente a sinistra che impugna con la destra una lancia corta a punta lunga e larga. Del volto si distinguono l’occhio ovale, il naso molto pronunciato con le pieghe ben evidenziate e il mento forte. E’ caratterizzato dall’elmo a campana con cresta e lunga criniera di crini e sottogola, dal grande scudo ovale accuratamente decorato a baccellature radiali e dalla tunica a fitte pieghe che scende fino ai polpacci robusti.
Prodotta da un atelier nord-etrusco attivo nella seconda metà del VII secolo a.C.


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Pisside di avorio scolpito

Dal tumulo di Montefortini – Tomba a tholos

Pisside cilindrica ricavata per “carotaggio” da una zanna. La superficie esterna è decorata da 18 scanalature orizzontali, tra due bande lisce. L’orlo è piatto e presuppone un coperchio ad incastro interno sagomato ad arte; la base presenta un incasso perfettamente regolare per l’inserimento di un disco – di materiale non precisabile – che costituiva il fondo.
Prodotta da un atelier nord-etrusco attivo nella seconda metà del VII secolo a.C.


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Coppa di vetro turchese

Dal tumulo di Montefortini – Tomba a tholos

Forma emisferica con labbro diritto ad alta fascia liscia, distinta; vasca esternamente decorata a costolature rilevate, parallele, che si dipartono dal fondo, apodo, con tondo centrale evidenziato.
Questo straordinario oggetto trova confronti in alcuni frammenti di coppe rinvenuti nel Forte Salmanassar a Nimrud, in un magazzino del tesoro reale colmo di arredi e suppellettili di grande pregio. E’ stata pertanto prospettata l’ipotesi che si tratti di un manufatto realizzato da artigiani siriani o fenici, piuttosto che assiri, importato eccezionalmente in occidente.


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