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Area archeologica e naturalistica di Pietramarina

Dove: Da Carmignano in auto imboccare via Vergheretana e proseguire sulla strada provinciale fino alla località S. Giusto. Nei pressi del ristorante “Il Pinone” parcheggiare e percorrere il sentiero che porta agli scavi di Pietra marina.

Tempo percorrenza a piedi: 30 minuti
Percorso facile.

Orari visite: Gli scavi sono visibili da maggio a novembre.

Possibilità di visite didattiche: informazioni e prenotazioni presso il Museo Archeologico di Artimino – tel. 055 8718124

Il sito di Pietramarina è ubicato sulla sommità della propaggine meridionale del Montalbano, a 585 metri s.l.m., in uno dei luoghi più affascinanti del Montalbano.
La posizione elevata e strategica, al confine occidentale del territorio di Artimino, consentiva di controllare un vasto territorio e costituiva un riferimento per chi utilizzava i percorsi di pianura o proveniva dai passi appenninici. Fronteggiando Artimino, Fiesole e Volterra, permetteva di mettere in comunicazione con una triangolazione visiva questi grandi centri tra loro, nonché il retrostante territorio del medio-Valdarno con la costa livornese, oggi visibile in condizioni atmosferiche ottimali. Dobbiamo inoltre supporre che Pietramarina fosse inserita all’interno di un sistema di comunicazioni a più ampio raggio, che doveva varcare gli Appennini.

Probabilmente in virtù di questa posizione strategica, il sito – area santuariale fortificata – è stato occupato per un lungo arco di tempo, che al momento attuale è documentato almeno del VII al I secolo a.C.
Le ricerche sistematiche nella zona sono state avviate dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Toscana negli anni 1991-1996; dal 1999 sono state riprese dal Comune di Carmignano, in regime di Concessione, e sono tuttora in corso.
La sommità del colle è racchiusa da una cinta muraria che ha uno sviluppo lineare approssimativamente calcolabile di circa 360 metri, oggi visibile per un tratto sui lati ovest e sud. E’ larga 2, 90 metri circa, ha un paramento esterno e uno interno in opera poligonale con un apparecchio di piccole dimensioni e, in diversi punti del tratto indagato, si conserva per circa 2 metri di altezza. La sua costruzione si colloca in un orizzonte post-arcaico.

L’area interna è estesa poco meno di un ettaro ed è occupata da diversi edifici, solo parzialmente indagati. Il più imponente tra quelli individuati fino ad oggi (di m. 16,80 x 11,30 circa) ha i lati lunghi orientati approssimativamente in senso Est-Ovest, con murature larghe oltre un metro.

E’ sorto nel punto più elevato, precedentemente occupata da un insediamento capannicolo (probabilmente Orientalizzante) e da una primo impianto di tipo stabile, verosimilmente di età arcaica, ed ha subito diversi interventi di ricostruzione presumibilmente fino all’età tardo-ellenistica. Dimensioni e continuità di uso dell’area fanno supporre una destinazione di carattere pubblico.
Ricostruzione PietramarinaIn prossimità del lato meridionale della cinta muraria, subito all’interno di essa, sono stati messi in luce una bella struttura rettangolare lastricata e un ambiente adiacente ad essa nel quale alloggiavano ancora tre grossi orci, insieme ad olle, ciotole e coppette miniaturistiche, originariamente coperto da una tettoia distrutta da un incendio che ha lasciato tracce molto evidenti.
Lungo il fronte meridionale, dove giungevano presumibilmente i tracciati viari che provenivano da Artimino o direttamente dal corso dell’Arno tramite il guado controllato da Montereggi, sono evidenti i segni di una ristrutturazione di carattere monumentale dell’area di ingresso, che palesa un forte impegno della comunità che l’ha messa in opera.