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Visita virtuale di Montefortini

Mappa di Montefortini vai all'esplorazione del dromos della tomba a pianta rettangolare vai all'esplorazione della tomba a pianta rettangolare vai all'esplorazione della tomba a tholos

Istruzioni
Per iniziare l’esplorazione virtuale, posizionare il puntatore del mouse su uno dei cerchi rossidell’immagine. Tenendo premuto il tasto sinistro è possibile dare uno sguardo suggestivo a 360°.

Questo sepolcro monumentale è una collinetta artificiale alta attualmente circa 12 metri (3-5 metri meno che nell’antichità), all’interno della quale sono collocate due tombe a camera: la più antica – indagata nel corso degli anni Ottanta – è a pianta circolare (tholos); l’altra, riportata alla luce nel 1966, è a pianta rettangolare.
La tomba a tholos ha una cella circolare del diametro di oltre sette metri, con parete composta da filari di lastre di arenaria alla cui sommità corre una mensola sporgente verso l’interno di circa 30 centimetri; al di sopra della mensola iniziano i ricorsi di filari aggettanti della copertura che si restringono gradualmente fino a raggiungere un’altezza complessiva di poco superiore ai tre metri.
Ad essa si accedeva tramite un vestibolo rettangolare coperto a piattabanda, chiuso da un enorme lastrone  che sbarra ancora oggi l’ingresso dal corridoio (dromos) a cielo aperto.
Il ricchissimo corredo funebre (640 – 630 a.C.), sottoposto ad un laborioso intervento di restauro, comprende, fra l’altro, una splendida coppa di vetro turchese e una serie straordinaria di oggetti d’avorio scolpiti ad alto e basso rilievo e a tutto tondo, altri incisi e lavorati a traforo: preziose tavolette istoriate, figurine femminili e maschili (offerenti, guerrieri, cariatidi), animali fantastici e reali, appliques floreali, pettini, che attestano la solidità dell’aristocrazia locale in grado di intessere relazioni politiche ed economiche a livello internazionale, sia direttamente, sia attraverso la mediazione di naviganti greci o fenici.
L’accesso a questo alla camera a pianta rettangolare è costituito da un monumentale corridoio (dromos) a cielo aperto – lungo più di 13 metri, largo 2,50-2,80 metri e con un’altezza massima di circa 3,50 metri. Nella parete di ingresso si apre il grande portale trilitico – manomesso da antichi violatori e originariamente sigillato da un poderoso lastrone oggi addossato alla parete sinistra del dromos – che introduce nel vestibolo quadrangolare antistante alla cella caratterizzata, come la Thalos,  dalla presenza di una mensola ricorrente lungo la sommità delle pareti. Entrambi gli ambienti sono coperti con lastroni gradualmente aggettanti verso l’interno (a “falsa volta”) le cui estremità si inseriscono nelle pareti d’ingresso e di fondo. E’ questo un sistema di costruzione che garantisce una grande stabilità, poiché il baricentro di ciascuna lastra ricade all’interno dell’elemento sottostante ed il peso finale della copertura viene a gravare prevalentemente sulle pareti laterali; la stabilità è ulteriormente assicurata dalla presenza del tumulo di terra argillosa, che grava sui lastroni costituendo un poderoso contrappeso e impone a tutta la struttura coesione ed elasticità.
Anche i materiali dei corredi di questa tomba, sebbene molto frammentari, rivelano la straordinaria ricchezza della famiglia: si ricorda la presenza di un balsamario di faïence di produzione egizia, elementi decorativi, placchette e pissidi d’avorio scolpite e incise, laminette d’oro, monili d’argento e d’oro, elementi e vasellame di bronzo, vasi di bucchero, oltre a due olle cinerarie che rimandano a tipologie note in ambito volterrano e ora documentate anche nella necropoli di Prato Rosello.

I corredi di entrambe le tombe sono esposti nel Museo Archeologico di Artimino.