Mostre, laboratori, conferenze, libri, musica e trekking, un calendario ricchissimo di appuntamenti che fino a giugno permetteranno di scoprire i musei della Rete Musei di Prato all’insegna degli Etruschi.

È proprio la vitalità delle radici storiche e archeologiche della Toscana che ispira Genius Loci. Vitalità dello spirito etrusco, il progetto partecipato – sostenuto dalla Regione che lo ha finanziato attraverso il bando per i sistemi museali – realizzato dalla Rete a quarant’anni da “Progetto Etruschi,” l’evento che nel 1985 aprì l’Etruscologia a nuove ricerche e fece scuola per l’approccio visionario.

Il sistema museale pratese, composto da Fondazione Parsec – con Museo Italiano di Scienze Planetarie e Centro di Scienze Naturali – Museo della Deportazione e Resistenza, Casa Museo Leonetto Tintori, Museo Soffici e del ‘900 italiano di Poggio a Caiano, Museo Archeologico Francesco Nicosia di Artimino, Museo della Badia di Vaiano e MuMat, Museo delle Macchine Tessili di Vernio, ancora una volta integra realtà culturali e competenze culturali e scientifiche diverse per offrire una lettura a tutto tondo dell’eredità etrusca approfondendo molteplici punti di vista.

Il ricco programma ha preso avvio lo scorso 13 marzo con l’inaugurazione presso il nostro museo dell’esposizione permanente di oltre ottanta oggetti d’avorio, provenienti dal Tumulo di Montefortini a Comeana, restaurati negli ultimi anni, aggiungendo anche un ciclo di conferenze su aspetti della vita nel mondo etrusco e laboratori. Per quanto riguarda gli altri musei della Rete, invece,  il Museo Soffici e del ‘900 italiano allestisce la mostra di arte contemporanea “ARCHEO-INGANNI. Echi etruschi e riflessi d’antichità” con opere d’arte provenienti dal Centro Pecci e da altre raccolte. Il Mumat di Vernio racconta in tre tappe la tessitura e la tintura al tempo dell’Etruria, la Casa Museo Leonetto Tintori esplora la pittura con i colori utilizzati dagli artisti etruschi, il Museo Italiano di Scienze Planetarie parte per un viaggio nel cosmo etrusco, un cielo perduto che però ancora racconta l’intreccio fra terreno e divino di un’antica civiltà, il Centro di Scienze Naturali esplora le arti divinatorie etrusche del volo degli uccelli, il Museo della Badia di Vaiano va alla scoperta del gusto degli Etruschi e infine il Museo della Deportazione rievoca il Mito della Prima Italia con cui la cultura fascista cercò di assimilare anche gli Etruschi all’identità italica.

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